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  • Fondi azionari, i flussi tornano positivi

    07-11-2019

    Entrate complessive per 6,1 miliardi negli ultimi 15 giorni per i fondi azionari e buone performance anche dagli europei, con un miliardo nell’ultima settimana. Questo è dovuto al diminuire delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, i conti trimestrali delle aziende che vanno meglio del previsto, la politica monetaria accomodante delle banche centrali e la questione Brexit in via di risoluzione.

  • Sempre più italiani si avvicinano al risparmio gestito

    07-11-2019

    Sono sempre di più gli italiani che si avvicinano al risparmio gestito: una percentuale che sale al 16%, in aumento di 4 punti percentuali rispetto alla rilevazione dello scorso anno, pur fortemente ridotta rispetto al 63% di connazionali che invece preferisce ancora la liquidità.

  • La previsione Istat: stagnazione senza inflazione

    07-11-2019

    Gli indicatori anticipatori del ciclo economico a breve dell’Istat confermano la fase di stagnazione in corso ormai da sette trimestri consecutivi. Lo scenario a breve è una conferma degli attuali livelli produttivi, con un Pil acquisito in crescita dello 0,2%. In ottobre i prezzi si fermano su un +0,3%, in calo rispetto ai mesi estivi.

  • Raccolta fondi, il rischio torna di moda

    31-10-2019

    In settembre, l’industria europea del risparmio gestito ha registrato una raccolta netta pari a 40,5 miliardi di euro (prodotti monetari esclusi). Bene i fondi azionari, con 13,7 miliardi in entrata.

  • Cina, economia sotto pressione con rallentamento industria

    31-10-2019

    L'economia cinese continua a dare chiari segni di rallentamento, a causa della frenata del settore industriale. Per quest'anno, il PIL cinese è atteso in franata al 6,2% ma il prossimo potrebbe scivolare al 5,9% secondo previsioni largamente condivise a livello internazionale.

  • La Brexit slitta ancora

    31-10-2019

    La Brexit riceve un altro rinvio, mentre Westmister continua a discutere di elezioni anticipate, ormai inevitabili, senza tuttavia trovare ancora una soluzione. La Gran Bretagna potrà lasciare l'Ue il 31 gennaio 2020, ma anche prima, secondo l'ultima proroga flessibile.

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